I Foscari, il volto di una dinastia veneziana

I Foscari furono una delle famiglie più illustri e influenti della storia veneziana.
Con radici antiche e profonde nella nobiltà della Serenissima, segnarono per secoli la vita politica, culturale e artistica della Repubblica di Venezia.
Da Francesco Foscari, il celebre doge del Quattrocento che guidò Venezia nel periodo del suo massimo splendore territoriale, a Alvise Foscari, raffinato diplomatico e mecenate del Settecento, fino ai discendenti che portarono il nome nel mondo delle arti e delle lettere, la famiglia Foscari rappresenta un simbolo di potere, cultura e orgoglio veneziano.
In questa sala sono raccolti i ritratti e i dipinti dei principali esponenti della casata: volti che raccontano storie di ambizione, di gloria, ma anche di drammi e di umanità.
Un viaggio nella memoria di una dinastia che ha intrecciato il proprio destino con quello della Serenissima Repubblica di Venezia, lasciando un'impronta indelebile nella storia e nell'arte.

Ca' Foscari (a sinistra) e Palazzo Balbi (in centro) alla volta del Canal Grande - Autore: Michele Marieschi (Venezia 1710 - 1743) - Epoca: 1738-1740 - Tecnica: olio su tela

Storia della Famiglia Foscari
Secondo la tradizione, la famiglia Foscari avrebbe avuto origine a Zelarino, nei pressi di Mestre, per poi trasferirsi a Venezia verso la fine del IX secolo. Le prime tracce documentarie del loro nome compaiono intorno all'anno 960, segno di un'antica e consolidata presenza nel territorio lagunare.
Grazie ai commerci e ai possedimenti d'oltremare, i Foscari consolidarono la propria ricchezza e prestigio. Nel corso del Duecento ottennero, insieme ai Navagero, la signoria sull'isola di Lemno. Già dal XII secolo la famiglia possedeva inoltre ampie proprietà nell'entroterra veneziano, in particolare tra Campalto e Tessera, un fatto raro per l'epoca, quando la maggior parte dei patrizi veneziani concentrava i propri beni entro i confini del Ducato.
Fu in questo contesto che, nel 1331, Giovanni I di Boemia conferì a Nicolò Foscari il titolo di conte di Zelarino e Noventa, riconoscendo così il peso e l'influenza di questa illustre casata.
La famiglia raggiunse il suo massimo splendore nel 1423, con l'elezione a doge di Francesco Foscari, figura destinata a segnare una delle stagioni più complesse e affascinanti della storia della Serenissima.

Genealogia della Famiglia Foscari
Paolo Foscari di Giovanni ( 1310 - 1376 )
Giovanni Foscari di Nicolò ( 1325ca - 1380 )
Nicolò Foscari di Giovanni ( 1350 - 1412 )
Francesco (Franzi) Foscari di Giovanni ( 1356 - 1425 )
Francesco Foscari di Nicolò - Doge ( 1373 - 1457 )
Marco Foscari di Nicolò ( 1392 - 1467 )
Filippo Foscari di Francesco (Franzi) ( 1398 - 1478 )
Pietro Foscari di Marco ( 1410ca - 1485 )
Polidoro Foscari di Francesco (Franzi) ( 1409 - 1450 )
Jacopo Foscari di Francesco ( 1416 - 1457 )
Urbano Foscari di Filippo ( 1423 - 1481 )
Giovanni Foscari ( - 1530 )
Nicolò Foscari di Jacopo ( 1447 - 1490 )
Francesco Foscari di Alvise ( 1460 - 1518 )
Marco Foscari di Giovanni ( 1477 - 1551 )
Alvise Foscari di Nicolò ( 1481 - 1532 )
Girolamo Foscari di Marco ( 1505 - 1563 )
Jacopo Foscari di Nicolò ( 1507 - 1543 )
Pietro Foscari di Marco ( 1517 - 1581 )
Alvise Foscari di Federico ( 1521 - 1600 )
Federico Foscari di Alvise ( 1568 - 1614 )
Pietro Foscari di Alvise ( 1582 - 1629 )
Girolamo Foscari di Alvise ( 1586 - 1628 )
Alvise (Pietro) di Gerolamo ( 1630 - 1716 )
Alvise Foscari di Girolamo ( 1631 - 1657 )
Alvise Foscari di Francesco ( 1665 - 1720 )
Alvise Foscari (Marco) di Alvise (Gerolamo) ( 1675 - 1751 )
Alvise Foscari di Alvise (Gerolamo) ( 1679 - 1758 )
Francesco Foscari di Sebastiano ( 1704 - 1790 )
Alvise Foscari di Alvise (Giovanni) ( 1724 - 1783 )
Ferigo Todero Foscari di Francesco ( 1733 - 1797 )
Alvise Paolo Foscari ( - 1810 )
Piero Foscari di Annibale ( 1865 - 1923 )
Ferigo Foscari ( 1906 - 1969 ) sposato con Teresa Foscolo ( 1916 - 2007 )
Leonardo Foscari Widman Rezzonico ( - 2017) sposato con Marina Gattin
Jacopo Foscari Widman Rezzonico ( - ) ed Elisabetta Foscari Widmann Rezzonico ( - )
Antonio Foscari ( 1938 - ) sposato con Barbara Del Vicario ( 1944 - )
Ferigo Foscari ( 1974 - ) e Giulia Foscari ( 1980 - )
Francesco Foscari Doge

Francesco Foscari (1373–1457) fu il 65° doge della Repubblica di Venezia e uno dei protagonisti più significativi della sua storia. Eletto nel 1423, governò per oltre trent'anni, il dogado più lungo della Serenissima, in un periodo di grande trasformazione politica e territoriale.
Il suo governo è ricordato soprattutto per la decisa espansione veneziana sulla terraferma: sotto la sua guida Venezia consolidò il proprio dominio in Lombardia e nel Veneto, entrando in conflitto con il Ducato di Milano e contribuendo alla formazione dello "Stato da Terra", destinato a diventare uno dei pilastri della potenza veneziana.
Accanto ai successi politici, la vita di Foscari fu segnata da vicende personali drammatiche, in particolare dal processo e dall'esilio del figlio Jacopo, accusato di tradimento. Questi eventi minarono profondamente il doge e alimentarono tensioni interne alla Repubblica, fino a costringerlo all'abdicazione nel 1457, poco prima della morte.
Figura complessa, Francesco Foscari rappresenta al tempo stesso l'apogeo della potenza veneziana sulla terraferma e il volto umano di un potere segnato da rigore istituzionale e tragedie personali.
Pietro Foscari (Cardinale)

Bartolomeo Montagna, Ritratti del vescovo Jacopo Zeno (sinistra) e del vescovo Pietro Foscari (destra), Palazzo Vescovile, Padova
Pietro Foscari, figlio del procuratore Marco e di Margherita Marcello, nonché nipote del doge Francesco Foscari, nacque a Venezia intorno al 1417. Fin da giovane fu indirizzato verso la carriera ecclesiastica: divenne abate del convento dei Santi Cosma e Damiano a Zara e, nel 1447, fu nominato primicerio della Basilica di San Marco. Si trattava di un incarico di grande prestigio, soprattutto per la giovane età, che lo poneva a capo della cappella ducale veneziana. Nello stesso anno, nel mese di giugno, papa Niccolò V gli conferì il titolo di protonotario apostolico. L'anno seguente entrò a far parte del capitolo della cattedrale di Padova e ottenne anche l'abbazia commendataria di Santa Maria Maggiore a Summaga.
Il 12 dicembre 1477 fu creato cardinale in forma riservata (in pectore) da papa Sisto IV; la nomina fu resa pubblica pochi giorni dopo e gli venne assegnato il titolo di San Nicola. Tra il 1478 e il 1479 ricoprì l'incarico di amministratore apostolico della diocesi di Spalato.
Nel 1481 fu chiamato ad amministrare anche la diocesi di Padova, incarico che mantenne fino alla morte. Dopo la nomina si trattenne tra Padova e Venezia per alcuni anni, prima di fare ritorno a Roma nel 1483. Partecipò quindi al conclave del 1484, che portò all'elezione di papa Innocenzo VIII.
Morì l'11 agosto 1485 ai Bagni di Bacucco, nei pressi di Viterbo. Il suo monumento funebre, realizzato in marmo e bronzo da Giovanni di Stefano, è oggi conservato nella cappella Costa della basilica di Santa Maria del Popolo a Roma.

Sarcofago del Cardinale Pietro Foscari, di Giovanni di Stefano (1480), marmo e bronzo. Cappella Costa, Chiesa Santa Maria del Popolo, Roma.
Girolamo Foscari (Vescovo di Torcello)

Girolamo Foscari (1505–1563) intraprese la carriera ecclesiastica, diventando vescovo di Torcello per gran parte della sua vita.
Nato a Venezia, fu avviato inizialmente alla vita pubblica, ma scelse presto la strada religiosa, anche a causa della salute fragile. Divenne canonico a Padova e, nel 1526, grazie anche all'appoggio familiare, ottenne la guida della diocesi di Torcello, una sede modesta ma vicina a Venezia.
Il suo impegno pastorale non fu particolarmente incisivo: partecipò solo in parte alla vita della diocesi e alle discussioni del Concilio di Trento, mostrando un atteggiamento piuttosto distaccato. Tuttavia, si distinse per competenze economiche e per il rapporto con la Curia romana, che lo portò a ricoprire incarichi anche nella gestione delle finanze pontificie.
Fu anche autore di un'opera di carattere politico, in cui rifletteva sulla figura del buon governante e sull'organizzazione dello Stato, segno di un interesse che andava oltre la sola dimensione religiosa.
Morì nel 1563, dopo un viaggio a Roma, lasciando l'immagine di una figura colta e inserita nei circoli ecclesiastici e politici del suo tempo, anche se non particolarmente brillante sul piano pastorale.
Alvise Foscari ed Elisabetta Loredan

Alvise Foscari nacque a Venezia il 15 agosto 1521, in una delle famiglie più prestigiose del patriziato veneziano. Figlio di Federico Foscari e Cecilia Venier, crebbe in un ambiente di grande ricchezza e influenza, che ne favorì l'ingresso nella vita pubblica della Repubblica.
Nel corso della sua carriera ricoprì importanti incarichi politici, tra cui quello di savio agli Ordini e di camerlengo di Comun, partecipando attivamente alla gestione dello Stato veneziano. La sua ascesa fu sostenuta anche dalle solide relazioni familiari e dal prestigio del casato.
Nel 1567 sposò Elisabetta Loredan, nipote del doge Pietro Loredan: un'unione significativa non solo sul piano personale, ma anche dinastico. Il matrimonio, celebrato in età relativamente avanzata, aveva infatti lo scopo di garantire la continuità della famiglia, obiettivo pienamente raggiunto con la nascita di numerosi figli.
Figura rappresentativa dell'aristocrazia veneziana del Cinquecento, Alvise Foscari incarnò il modello del patrizio impegnato nella vita pubblica e nella tutela degli interessi familiari, contribuendo al prestigio e alla solidità della Serenissima. Morì a Venezia il 3 apr. 1600, colpito da "mal di pietra", e venne sepolto nella tomba di famiglia ai Frari.
Nicolò Foscari ed Elisabetta Dolfin

Nicolò e Elisabetta si unirono in matrimonio nel 1555. La leggenda racconta (ma precisiamo... è solo una leggenda) che loro unione non fu affatto felice, si diceva che Elisabetta tenesse una condotta libertina e il marito decise di punirla rinchiudendola in "Villa Foscari ". Elisabetta nonostante gridasse la sua innocenza non fu creduta e visse praticamente imprigionata e in completa solitudine per ben trent'anni. I veneziani allora ribattezzano Elisabetta "La Malcontenta "e anche la villa prese quel nome. Così pure il luogo dove essa sorge. Secondo la leggenda , dopo la morte della donna il suo fantasma si aggirerebbe nella villa soprattutto nella stanza dell'Armida.
Pietro Foscari (Cardinale di Santa Romana Chiesa)

Alvise Foscari (Venezia, 2 ottobre 1679 – Venezia, 28 ottobre 1758) - Patriarca di Venezia dal 1741 al 1758
Alvise Foscari fu patriarca di Venezia. Nato in un contesto nobile, intraprese inizialmente una carriera pubblica, ma abbandonò presto la politica per dedicarsi alla vita religiosa, venendo ordinato sacerdote nel 1725.
La sua attività pastorale fu caratterizzata da uno stile semplice e concreto: si dedicò all'insegnamento del catechismo ai giovani e all'assistenza dei poveri, distinguendosi per il carattere mite e riservato. Nel 1741 fu scelto come patriarca di Venezia, incarico che mantenne per quasi vent'anni.
Durante il suo patriarcato si impegnò soprattutto nella cura delle chiese e nel rinnovamento dei luoghi di culto, promuovendo restauri e riconsacrazioni, tra cui quella della cattedrale di San Pietro di Castello. Rimase sempre distante dalle dinamiche politiche, anche in momenti delicati per la Chiesa veneziana, confermando il suo profilo pastorale più che istituzionale.
Figura discreta ma significativa, Alvise Foscari rappresenta un esempio di guida spirituale attenta ai bisogni concreti delle persone, capace di incarnare una Chiesa vicina ai fedeli e ai più deboli.
Alvise Foscari (Primicerio)

Anonimo - Alvise (Paolo) Foscari, primicerio.
Il primicerio della basilica di San Marco era il primo canonico del capitolo della basilica di San Marco a Venezia. Era il reggente della cappella palatina del doge, la basilica appunto, e delle Scole Marciane e dei Pievani ad essa collegate, costituenti una diocesi nullius, cioè non soggetta al potere di un metropolita ma dipendente dal doge.
On.le Piero Foscari

Piero Foscari (1865–1923) si distinse sia nella carriera militare sia nella vita politica italiana tra fine Ottocento e primo Novecento. Era figlio di Annibale e di Teresa Lozzi.
Entrato giovanissimo nella Marina, partecipò a diverse campagne coloniali, tra cui la guerra d'Abissinia e operazioni in Africa orientale. Queste esperienze contribuirono a formare il suo carattere e le sue idee, spesso segnate da un forte nazionalismo.
Successivamente si dedicò alla politica, diventando uno dei protagonisti del movimento nazionalista italiano. Fu eletto deputato nel 1909 e si impose come figura di riferimento dell'irredentismo, sostenendo con decisione l'intervento dell'Italia nella Prima guerra mondiale. Durante il conflitto ebbe anche incarichi militari, tra cui la difesa di Venezia.
Ricoprì inoltre il ruolo di sottosegretario al Ministero delle Colonie durante gli anni della guerra. Negli anni successivi contribuì alla confluenza del movimento nazionalista nel nascente Partito Nazionale Fascista.
Figura complessa e controversa, Piero Foscari rappresenta il passaggio dell'Italia liberale verso una stagione politica segnata da nazionalismo e forti tensioni ideologiche.
Conte Leonardo Foscari Widman Rezzonico

Leonardo Foscari è stato l'ultimo membro di questa nobile famiglia veneziana, che si è potuto forgiare del titolo di 'Conte'. Figlio di Teresa Foscolo (la contessa rossa), morto nel suo castello in Austria nel febbraio 2017, all'età di 79 anni. Era sposato con Marina Gattin. La coppia ha avuto una figlia Elisabetta che vive a Milano e lavora nel settore immobiliare. Leonardo e Marina si sono trasferiti a vivere in Austria quando è morto Jacopo, l'altro figlio, che all'epoca aveva solo 18 anni.
In una delle ultime interviste rilasciate, pubblicata sul sito del Kleine Zeitung, i conti Foscari hanno ribadito che casa loro era diventata il castello di Kreuzen non lontano da Villach. Un castello che appartiene alla nobile famiglia veneziana da quasi quattro secoli e che in passato è stato usato come residenza di caccia anche dal Kaiser Maximilian I. In questo angolo di Carinzia, Foscari gestiva anche diversi ettari di campi e di boschi e il suo impegno per il rispetto della montagna gli aveva fatto guadagnare una croce in segno di riconoscimento da parte della Carinzia.
Architetto Prof. Antonio (Tonci) Foscari

Antonio Foscari, è l'attuale proprietario di Villa Foscari. E' sposato con Barbara Del Vicario, anch'essa architetto, ed ha due figli: Ferigo e Giulia. Architetto e professore di Storia dell'architettura presso Università Iuav di Venezia, è tra i più noti studiosi a livello internazionale di Palladio e di architettura rinascimentale veneziana e veneta, a cui ha dedicato decine di saggi e libri celebri come Armonia e conflitti: la chiesa di San Francesco della Vigna nella Venezia del Cinquecento (1983, con Manfredo Tafuri) e, recentemente, Andrea Palladio: Unbuilt Venice (2010) e Tumult and Order: Malcontenta 1924 1939 (2012), quest'ultimo dedicato alla storia novecentesca della villa realizzata da Andrea Palladio per i suoi antenati. Dal 1996 al 1999 è stato presidente dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, dal 2005 è vicepresidente della Fondazione Querini Stampalia, dal 2005 al 2011 è seduto nel Consiglio di Amministrazione del Louvre e dal 2017 in quello del CISA Andrea Palladio. Commendatore al merito della Repubblica Italiana dal 2003, nel 1990 è stato insignito della Légion d'Honneur de la République Francaise.


Michelangelo Grigoletti: Il Doge Francesco Foscari manda suo figlio Giacomo in esilio (I due Foscari) Kunsthistorisches Museum
I DUE FOSCARI – IL DRAMMA DI UN PADRE E DI UNO STATO
Quello sopra non è solo un dipinto. È una scena che racconta una delle pagine più dure della storia di Venezia. Al centro c'è il Doge Francesco Foscari. Non è solo il capo della Repubblica. È un padre. Davanti a lui, piegato, c'è suo figlio Giacomo. Accusato, processato, condannato. Forse colpevole. Forse vittima di giochi di potere. Ma ormai questo non conta più. A Venezia, la legge viene prima di tutto. Anche del sangue. Il Doge lo sa. E proprio lui, padre, deve accettare la decisione dello Stato: l'esilio. Non c'è gesto, non c'è parola che possa cambiare il destino. Solo silenzio. Solo distanza.
Questo dipinto ferma quell'istante preciso: quando un uomo smette di essere solo padre e diventa, fino in fondo, servitore della Repubblica. Giacomo partirà. Morirà lontano da Venezia. E anche Francesco Foscari, poco dopo, finirà travolto dallo stesso potere che ha difeso per tutta la vita.
È una storia antica. Ma parla ancora oggi. Parla di giustizia. Di potere. E di quanto può costare, a volte, restare fedeli al proprio ruolo.
Giuseppe Verdi - 'I due Foscari' - Teatro alla Scala di Milano

Villa Foscari 'La Malcontenta'
Qui sotto raffigurata in alcune incisioni del Coronelli e del Costa

Qui sotto come si presenta oggi, in tutta la sua bellezza, agli occhi delle migliaia di turisti che la vengono a visitare da tutto il mondo

Villa Foscari non è una villa qualsiasi. È una dichiarazione. Siamo a metà del Cinquecento. La famiglia Foscari, una delle più importanti di Venezia, affida il progetto ad un grande architetto: Andrea Palladio. Nasce così Villa Foscari. Una villa diversa da tutte le altre.
Non è costruita per il lavoro nei campi. Non è una casa di campagna. È un luogo di rappresentanza. Un simbolo di potere, eleganza e cultura.
La villa si alza su un basamento importante, quasi a dominare il paesaggio. Il pronao, con le sue colonne, ricorda un tempio romano.
Tutto è armonia. Tutto è proporzione. Dentro, affreschi raffinati raccontano miti, storie, ideali.
Fuori, la villa guarda il Brenta. All'epoca, una delle vie più importanti tra Venezia e la terraferma.
Il nome incuriosisce. E non nasce per caso.
Secondo la tradizione, una donna della famiglia Foscari, accusata di una vita "troppo libera", fu costretta a vivere qui, lontana da Venezia. Da qui il nome: "La Malcontenta".
Storia vera o leggenda? Non è certo. Ma il nome è rimasto. E ha dato alla villa un'anima ancora più forte.
Oggi Villa Foscari è uno dei capolavori di Palladio. Fa parte del patrimonio mondiale dell'UNESCO. Ma soprattutto è questo: un luogo che racconta il rapporto tra Venezia e il suo territorio.
Tra città e campagna. Tra potere e bellezza. Guardarla oggi significa vedere ancora tutto questo. E capire perché, dopo secoli, continua a parlare.

Sopra, come si presentava la Villa in tutto il suo splendore, con annessa chiesetta e barchesse. Le barchesse e gli annessi rustici della Villa Foscari "La Malcontenta" (Mira, VE) furono demoliti dai soldati austriaci durante i moti del 1848. L'occupazione militare nel XIX secolo ha raso al suolo il complesso di edifici di servizio che attorniavano la villa palladiana, conferendole l'isolamento attuale.
luglio 1574: il futuro Re di Francia Enrico III omaggia i Foscari durante la sua storica visita a Venezia e a Malcontenta

27 Marzo 1986: a Malcontenta, in Villa, arriva il Principe Carlo d' Inghilterra
Sotto la foto scattata in quell'occasione: il principe Carlo (oggi Re Carlo III° del Regno Unito) allora aveva 38 anni, accanto a lui il giovanissimo Ferigo Foscari (12 anni), figlio dell'attuale proprietario della villa: l'Architetto Antonio Foscari

30 aprile 1988: a Malcontenta si sposa Elisabetta Foscari Widman Rezzonico
Sotto alcune immagini scattate il giorno del matrimonio: Elisabetta è la figlia dell'ultimo Conte Foscari: Leonardo. Quel giorno tutto il paese di Malcontenta si fermò per ammirare quella insolita coppia di sposi che si mossero in gondola dalla Villa alla Chiesa parrocchiale per celebrare le loro nozze. Anche la Chiesa era addobbata in modo particolare, mai visto prima, con ghirlande di fiori ed edera. La villa, di sera, fu illuminata da tante candele, distribuite sulle scale e sul giardino.
Sotto: lo zecchino di Francesco Foscari (1423-1457) è una moneta d'oro di alto valore numismatico emessa durante il lungo dogado del 65° Doge di Venezia. Conosciuto anche come ducato (peso g 3,54 - oro 999 ), raffigura sul dritto San Marco che porge il vessillo al Doge genuflesso e sul rovescio il Redentore

Esistono due emissioni filateliche principali della Repubblica Italiana dedicate a Villa Foscari. Entrambi i francobolli fanno parte della serie tematica "Ville d'Italia": 1ª Emissione (31 ottobre 1980): Valore facciale: 80 Lire. Soggetto: La facciata monumentale rivolta verso il Naviglio del Brenta. Caratteristiche: Stampa in calcografia e offset curata dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) su disegno di E. Donnini. Tiratura: 8.000.000 di esemplari. 2ª Emissione (17 ottobre 1981): Valore facciale: 80 Lire. Note: Il francobollo è stato riproposto l'anno successivo all'interno di una serie che includeva anche Villa Barbaro e Villa Godi.

Sotto: il libretto dell'Opera 'I due Foscari' rappresentata al Teatro alla Scala di Milano.

Sotto: il francobollo emesso nel 2018 per celebrare i 150 anni della fondazione dell'Università Ca' Foscari di Venezia, la cui sede principale risiede proprio nel Palazzo Foscari, sul Canal Grande a Venezia.

E così, tra documenti, ritratti e racconti, si compone il volto di una delle più importanti famiglie della Serenissima.
I Foscari non sono soltanto protagonisti della grande storia veneziana, ma anche presenza viva nel nostro territorio: nelle ville, nei paesaggi della Riviera del Brenta, nelle vicende – a volte luminose, a volte drammatiche – che ancora oggi continuano a essere tramandate.
Dietro ogni nome, ogni matrimonio, ogni scelta politica o familiare, si nascondono storie profondamente umane: ambizioni, affetti, errori, destini. È proprio in questo intreccio tra grandezza e fragilità che la storia diventa vicina, comprensibile, quasi contemporanea.
La vicenda di Elisabetta Dolfin, divenuta nel tempo "la Malcontenta", ci ricorda come spesso la memoria collettiva trasformi i fatti in leggenda, lasciandoci un'eredità fatta non solo di verità storiche, ma anche di emozioni e simboli.
Raccontare i Foscari, oggi, significa dunque fare qualcosa di più: significa riconoscere le radici di un territorio, riscoprire il legame tra Venezia e la sua terraferma, e comprendere come il passato continui a vivere nei luoghi che abitiamo.
Il MUMA – Museo di Malcontenta nasce proprio per questo: custodire la memoria, raccontarla e consegnarla, viva, alle generazioni future.

